Numero Unico per le Emergenze

Riceviamo e pubblichiamo volentieri una lettera inviata ai partecipanti al convegno UNDICIDUE da parte del nostro collaboratore Marco Torriani.

Con profonda soddisfazione mi pregio di inoltrarvi alcune riflessioni e auspici a seguito della partecipazione all’evento “UNDICIDUE – GIORNATA EUROPEA DEL NUMERO UNICO EUROPEO DI EMERGENZA 112” tenutosi lo scorso 11 Febbraio 2016 presso il Consiglio Regionale del Piemonte.

 Essendo stato vostro ospite, proveniente da una diversa realtà territoriale e amministrativa, con in atto una esperienza professionale da vent’anni e una esperienza di avvicinamento alla Politica intesa nel suo significato etimologico, professionale e tematica, posso affermare che:

  1. Per la prima volta in previsione dell’attuazione di un servizio altamente sensibile, si sono riuniti a livello territoriale le professioni e i professionisti di ogni ordine e grado del Soccorso Pubblico, della Sicurezza Pubblica e dei Territori. 
  2. Per la prima volta ho sentito parlare della triade Servizio – Professione – Cittadino.
  3. Per la prima volta ho visto professionisti del Soccorso Pubblico e della Sicurezza giovani che devono avere insito la lungimiranza come quella dei padri fondatori dell’Europa.

Lo stimolo più volte citato dell’opportunità del Numero Unico Europeo di Emergenza 112 nel contesto Italiano, questa volta deve essere applicato a 360° nell’ottica di revisione ed evoluzione di tutta la struttura del Sistema di Soccorso Pubblico e Sicurezza, facendo sì che il Numero Unico Europeo di Emergenza 112 diventi il “tetto” solido di una struttura altrettanto solida, efficace, efficiente e garante per la triade sopra citata.

L’Italia con tutto il suo ordinamento amministrativo e professionale deve interrompere quel malsano modo di applicare “inventando partendo dai tetti”, ma deve applicare analizzando, studiando le evoluzioni del tempo e le buone prassi in atto in altri Paesi UE, facendo evolvere quanto già abbiamo a disposizione da decenni. Si eviteranno per sempre continui rimaneggiamenti che oltre a comportare costi, determinano la poca salubrità di un sistema pubblico. E la territorialità (professionale in primis), “partendo dal basso” deve essere maestra molto di più.

Nel Soccorso Pubblico e nella Sicurezza abbiamo le Professioni legittime deputate a tale Servizio per fonte di diritto (e quindi non ibride), le strutture (molte e alcune di esse in buono stato di utilizzo), la tecnologia (molto varia da cui estrapolare una unica per tutti). Non servono altri anelli costosi (come appunto degli anelli), che “cortocircuitano” il Sistema Sicurezza e Soccorso.

La Politica in questo ambito deve essere più Politica, allo stesso modo la Politica Professionale. Ne va dello sviluppo di un Paese, se tale è reso sicuro nel momento più critico quale la risposta e la gestione del bisogno di Emergenza del Cittadino.

Vi auguro che il tema delle Centrali Interforze emerso più volte durante l’evento, diventi presto un risultato concreto, anche nella fase sperimentale: fase che sarà ancora molto più delicata, su cui investire un impegno professionale elevato, spinto da un sano e incondizionato confronto tra le parti professionali interessate.

Nella mia famiglia e nella cerchia amicale diversi sono appartenuti e appartengono a ognuna delle professioni presenti all’evento. Molto spesso attorno a un tavolo conviviale si parla di evoluzione del Soccorso Pubblico e Sicurezza Italiani. L’opportunità c’è, lo stimolo si rafforzi, le risorse ci sono, la lungimiranza sia dea ispiratrice, l’azione prenda il campo con un risultato certo di consapevolezza, autorevolezza, conoscenza e appropriatezza per una efficacia ed efficienza duratura.

Vi Auguro i migliori auspici per il cammino intrapreso, chiedendovi la promessa di continuare la progettualità e se vi sarà occasione sarò ben lieto di partecipare ai prossimi momenti di incontro (anche tecnici) al fine di essere testimone fino in fondo di tale mandato che l’11 Febbraio 2016 è stato posto non solo alla territorialità ma alla Nazione intera; mandato che deve essere veicolato Professionalmente e Politicamente. Gary Machado dell’EENA (European Emergency Number Association), in un post pubblicato a seguito degli attentati di Parigi del 2015, rimarca che da decenni si parla di cooperazione Europea tra Forze del Soccorso Pubblico (Polizia, Vigili del Fuoco, Soccorso Sanitario); la risposta in UE è sempre la stessa: non abbiamo un mandato. A Torino ho visto il mandato per tutta la Nazione. Portiamolo avanti.

Marco Torriani

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