Numero Unico per le Emergenze

di Marco Torriani

La DGR IX/1962 del 6 Luglio 2011, prevede una radicale riorganizzazione del Sistema dell'Emergenza in tutta la Regione Lombardia: contestualmente all'attivazione di tre Call Center Laici (localizzati a Milano, Brescia e Varese) quale primo filtro per le chiamate indirizzate al N.U.E. 112, è prevista la riduzione del numero delle Centrali Operative del Soccorso Sanitario d'Urgenza Emergenza 118.

I limiti connessi a tale progetto sono stati già ampiamente discussi e comunicati alle autorità competenti, tuttavia, oltre all'analisi critica dei vigenti indirizzi legislativi, è opportuno offrire alcuni spunti di riflessione in base ai quali tratteggiare un'ipotesi di riorganizzazione alternativa, ponendo in luce alcuni principi fondamentali ed alcune loro conseguenze:

  1. L'approccio ad ogni futura riorganizzazione deve essere quanto più possibile orientato al servizio, nella fattispecie al Soccorso Pubblico. Mettere al centro il servizio significa ridimensionare tutti quei fattori che, invece che promuovere la cooperazione fra le Istituzioni coinvolte nell'erogazione di un servizio, finiscono per produrre attriti anziché agevolarne la cooperazione: ad esempio vincoli normativi o burocratici alla collaborazione. Sarebbe quindi opportuno innanzitutto individuare e promuovere un livello comune di standard operativi validi trasversalmente per tutto il personale coinvolto nell'ambito del Soccorso Pubblico. Sarebbe inoltre opportuno che il personale facente capo a diverse istituzioni condividesse momenti di formazione e momenti di confronto, diminuendo diffidenze reciproche e corporativismi. L'ampiezza dello sforzo da porre in campo per far fronte a questo tema sarebbe notevole, anche a causa della proverbiale forma mentis particolaristica che contraddistingue la competizione fra istituzioni pubbliche in Italia, ma questo è il tema principale da affrontare per produrre una qualsiasi riorganizzazione che sia al contempo realmente efficace e realmente efficiente;
  2. Se il punto precedente viene preso sul serio e non viene avvilito a mera dichiarazione di principio (o addirittura slogan), dal principio generale è possibile trarre un'indicazione organizzativa specifica: anziché promuovere una riorganizzazione che preveda l'inserimento di un livello aggiuntivo nella catena dell'emergenza (nella fattispecie l'inserimento del Call Center Laico quale terminale in entrata fra cittadinanza e sistema dell'emergenza) sarebbe invece opportuno promuovere un'unificazione delle realtà esistenti programmando la costituzione di Centrali Operative Interforze che prendessero il posto delle Centrali Operative dei vari enti di Emergenza attualmente operanti. Quale circoscrizione territoriale di riferimento tali Centrali Operative Interforze potrebbero incardinarsi sulle Province così come esse saranno individuate dalla normativa che si accinge ad entrare in vigore. Il vantaggio operativo della scelta della Provincia come ente territoriale di riferimento consiste nel fatto che a tale livello, essendo l'Ente sovra-territoriale più antico, si sono storicamente costituiti nell'ordinamento italiano i centri di controllo territoriale della maggior parte delle istituzioni pubbliche operanti sul territorio. Sarebbe inoltre ragionevole partire dall'accorpamento degli Enti con ambiti di intervento più simili, quali ad esempio Centrale Operativa 118, Soccorso Tecnico Urgente, Vigili del Fuoco, accorpando man mano altri istituzioni con profili meno immediatamente coincidenti (es. Forze dell'Ordine varie);
  3. Le Centrali Operative Interforze dovrebbero essere ospitate in siti idonei, identificati o realizzati a partire dall'implementazione dei criteri di sicurezza previsti dalla normativa vigente o addirittura da una loro espansione. Dovendo unificare servizi già in essere, sarebbe per definizione possibile confrontare le varie infrastrutture in cui operano le Centrali Operative dei vari enti, e fra queste scegliere la più idonea o, in subordine, individuare aree pubbliche dismesse, se idonee, e valutare studi di fattibilità;
  4. Il personale operante nelle Centrali Interforze sarebbe il personale delle istituzioni deputate al Soccorso Pubblico competenti in materia, che prima era invece impiegato nelle singole Centrali Operative di appartenenza. Un semplice "trasloco" di personale consentirebbe di garantire risparmi non richiedendo formazione dedicata in quanto verrebbe impiegato personale già operativo, che potrebbe inoltre continuare a garantire (per quel che riguarda il personale della C.O. 118) il servizio sui mezzi d'emergenza di competenza come avviene ora.

I quattro punti qui accennati non hanno la pretesa di essere esaustivi, ma vorrebbero suggerire una prospettiva attraverso la quale guardare alla questione della riorganizzazione del Soccorso Pubblico in un'ottica più generale. Più un progetto di massima che un piano operativo insomma, ma un progetto di massima che senza alcun dubbio, oltre che porre rimedio ad alcune mancanze che verrebbero cagionate se la riorganizzazione regionale prevista entrasse a regime, potrebbero collocare la Lombardia e Brescia in un ambito di eccellenza internazionale.

Marco Torriani

Infermiere, Istruttore e Tutor di Centrale Operativa Soccorso Sanitario Urgenza Emergenza 118 Brescia.
Membro della Società Italiana Sistemi 118 e partecipante alla realizzazione dei Criteri e Standard del Servizio 118, edizione 2012.

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